Un semplice segreto per una migliore street photography

Un diluvio di immagini, che vanno sotto la categoria street, vengono pubblicate ogni giorno, principalmente nei social. Ma quali sono gli elementi che separano una buona fotografia da una ordinaria? Cosa fa fermare l’osservatore per alcuni minuti su una fotografia e impedisce che passi alla successiva nel breve lasso di alcuni secondi? Cosa cattura realmente l’interesse?
Ci sono molte risposte a questa domanda, una è incredibilmente evidente: composizione, gestione della luce, un soggetto interessante, connessioni mentali a cui richiama la fotografia etc. Ma c’è una risposta, non così evidente, che riguarda un elemento che può fare la differenza tra una fotografia normale e una fotografia interessante, il movimento.

Scorro ogni giorno migliaia di immagini e le fotografie che attirano la mia attenzione e che mi affascinano inevitabilmente, sono quelle in cui c’è spazio alla immaginazione di un prima e un dopo all’istante dello scatto. Quelle in cui il movimento è il deus ex machina della composizione fotografica.

osserviamo ad esempio questa immagine di Petricor Photography, un talentuoso fotografo con base a Milano. Possiamo calarci per un attimo nella scena e immaginare lo sfrecciare del tram, lo svolazzare dell’impermeabile dell’uomo, mentre la figura in primo piano sfocata ci da l’idea di qualcuno che ha un appuntamento importante. La composizione è perfetta, le due figure sono incorniciate tra i sostegni e la scelta del bianco nero contrastato aiuta a concentrarsi sul dinamismo della immagine. Il movimento quindi, come espressione massima del tanto caro concetto di bresson. Il “moment decisif” non si ferma tanto all’istante, ma ci guida a immaginare un prima e un dopo.

Il movimento può essere colto in tanti modo. Nel caso che abbiamo visto, abbiamo un primo e un terzo piano in movimento e i due testimoni del momento, tre incluso il fotografo che si ferma per un attimo a consegnarlo alla storia. Cito ancora una immagine di Petricor.

Ancora una volta una composizione perfetta e bilanciata e una perfetta scelta del bianco nero. Ma ciò che porta davvero alla vita è il movimento, seppur congelato dal fotografo. Il lento andare degli adulti che fa contrasto con la corsa dei bambini e lascia scivolare l’occhio poi al magnifico riflesso.

Movimento quindi. Portare la propria fotografia di strada a un livello superiore comporta la sua inclusione nella nostra fotografia. Notarlo, stare nella stessa posizione per almeno una quindicina di minuti e aspettarlo, per infilarsi giustappunto in quella frazione temporale che ci permette di stare tra il prima e il dopo.

Catturare la vita significa catturarne il cambiamento. Prosit.