Tutti photographer

Perchè un fotografo professionista, direte voi, dovrebbe interessarsi al fenomeno #photographer? Lo scrivo come hashtag, per ricordare ai pochi che leggeranno questo pallosissimo post, che sarà carino fare una ricerca in merito, per notare quanto sia sentita questa problematica tra “colleghi”.

Ma andiamo per gradi, la mia testa pensa sempre troppe cose assieme e rischio di essere incomprensibile, e chi mi sta accanto ne sa qualcosa… Già un bel po di tempo fa il buon Benedusi, gli addetti conosceranno benissimo, se ne uscì con il suo fotometro (non sottilizziamo, lo stesso Benedusi specificò di essere stato un poco leggero sulla sua denominazione), uno strumento costituito da regole, più o meno ironiche, per valutare attraverso la sua presenza sul web, il “photographer” di turno; colui che in assenza di qualsivoglia cultura fotografica si reca da mediaworld, ancora grazie Fabio mancino, acquista la sua reflex e in pochi giorni, si fa la pagina facebook, Serafino La Minchia Photographer. Per chi volesse leggere il suo articolo può farlo qui: http://www.benedusi.it/blog/fotometro/.

Alcuni punti sono largamente discutibili, ma fu un grido di allarme illustre (siamo nel 2011) verso lo sproloquio di immagini che stiamo subendo, a partire dai social. Ma noi, i cosiddetti fotografi (e qui parliamo di fotografi che non sono top level, che non vuol dire meno bravi eh…), siamo spaventati dal fenomeno? Si e No.

Si, perchè la mancanza di cultura della immagine causa un peggioramento della percezione delle differenze tra immagini buone e meno buone tra le masse, che costituiscono la grande fetta di mercato a cui attinge il fotografo “medio”. Immaginate soltanto quanti milioni di immagini bengono caricate su facebook giornalmente! Ciò che se ne ottiene è un deterioramento del mercato, in senso economico e in senso qualitativo. Quanti di noi, invaghiti dal prezzo, acquistano un vestito cinese perchè lo reputano qualitativamente alla stregua di uno italiano? Quanti sono in grado di riconoscere al tatto la qualità di un tessuto? Credo molto pochi, così come sempre meno sono in grado di notare quanto lavoro ci sia stato (non solo fotografico in senso stretto) per arrivare a fare un certo scatto.

No, perchè la curva del peggio alla fine dovrà toccare il suo fondo, e chi pensava che chiunque possa approcciare il mercato fotografico acquistando una reflex e dichiarandosi all’istante photographer, sparirà e il mercato dovrebbe nuovamente assestarsi. Inoltre la qualità, per chi sia in grado di farla, infine dovrebbe “pagare”.

Al contrario di Benedusi che fornisce una serie di regole per autovalutarsi, vorrei fornire una serie di punti, scaturiti principalmente da una mia ricerca nel social da voi preferito, che aiutino a stanare il photographer, visto che il grado di confusione attuale mi sembra piuttosto elevato.

Sei un photographer se soddisfi almeno tre dei  requisiti elencati qui sotto, e questo pure se hai una pagina facebook con ennemila like.

  1. Nei vostri post esistono dichiarazioni del tipo: “la mia nuova fotocamera fa ottime foto it.“, “ho acquistato una nuova fotocamera, ora non ho più scuse cit.“, “Non riesco a fare buone foto, devo cambiare fotocamera” etc.
  2. Pubblichi costantemente dati di scatto e parli frequentemente delle fotocamere possedute (per molti si tratta di un trucco di marketing per attrarre altri photographer nei “workeshoppe”).
  3. Ti ritrai nella foto di profilo con la tua fotocamera e fotografi feticisticamente la tua attrezzatura.
  4. Pubblichi fotografie con terribili desaturazioni selettive.
  5. Pensi che un effetto “flou” renda una foto più artistica.
  6. fai foto HDR anche quando non serve
  7. Pubblichi foto di tramonti con titoli improbabili (tramonto infuocato cit.)
  8. Pubblichi immagini senza un chiaro soggetto scrivendo “senza fotoritocco cit.
  9. Non hai mai pubblicato qualcosa che assomigli a un progetto fotografico e pensi di essere uguale a Salgado perchè hai fotografato un uomo su un pattino al tramonto. “A me salgado mi fa una pippa cit.)
  10. parti per le vacanze e fai il diario di bordo sui social pensando che fotografare un piatto sporco sia cool.
  11. Qui ci starebbero i gatti, ma evito perchè sono esausto.

Insomma il photographer da social è decisamente una evoluzione del bimbominchia tecnologico.
La cosa grave è che uscirene, è difficile.

Avete altri punti da suggerire?