Scattastorie e cantastorie

Rue de la Fontaine

Rue de la Fontaine

Non me ne vogliano gli amici che dovessero sentirsi chiamati in causa, ma oggi attirare l’attenzione nel mondo fotografico, pieno zeppo di gente più o meno improvvisata, a quanto pare passa pure attraverso la fabbricazione di nomignoli quanto meno divertenti. In pratica la foto con le dita a cuore e i tramonti non bastano più. Basta fare una piccola ricerca sul web, la fabbrica prima è facebook (manco a dirlo), per reperire tutta una bibliografia in merito; Lo scattastorie (anche nota trasmissione tv), l’emotional photographer, il fermastorie, il racconta storie, lo scrivi attimi, il ruba attimi, e Dio solo sa quanti altri. Il frutto della moda vagheggiata dello story-telling, tendenza attuale caldissima tanto nella fotografia che nel mondo pubblicitario e del marketing in senso stretto. Ma aimè, raccontare una storia in una fotografia – o meglio in una serie di immagini – è tanto difficile, così complesso che spesso preferisco non scattare una fotografia perchè non la ritengo significativa. Un vizio fuori moda di chi ha iniziato con la pellicola. Forse “Fotografo”, non basta più.