La poetica del quadrato

In questi tempi di digitale assistiamo a svariati tentativi di standardizzazione dei formati, spesso riusciti, a volte no.
E forse una situazione simile si verificava ai tempi, non così lontanissimi poi, della fotografia analogica. Con l’avvento delle fotocamere di nuova generazione il formato quadrato della inquadratura è praticamente scomparso. Anche il sottoscritto, che ha qualche anno sulle spalle, ricorda che il negativo 6×6 era il formato con cui i fotografi si avvicinavano al cosiddetto medio formato. Un formato che aveva un negativo decisamente piu’ grande del 35mm delle reflex e che consentiva una maggiore risoluzione e quindi stampe piu’ dettagliate. Quindi stampare un 6×6 ti faceva sentire un fotografo “vero”.

Per molti anni ho rimosso dalla mia mente, travolto dalla nuova era, la bellezza di quel formato. Ma ecco profilarsi all’orizzonte proprio un marchingegno tecnologico a ricordarmelo e a farmelo riassaporare: Instagram! Si proprio lui, la app infernale (si, ora i software dedicati alla telefonia si chiamano app… da application) che prima per iphone e poi per gli smartphone Android, ha mietuto milioni di cultori. Veri appassionati non solo del formato, ma anche di quelle pellicole sbiadite che spesso ritroviamo negli album dei nonni o dei nostri genitori, grazie ai filtri di cui è dotata la famosa app.

Fu così che decisi, non molto tempo fa, di assaporare anche professionalmente quelle sensazioni. Sto proponendo un bellissimo wedding reportage nel formato 15 x 15 cm, racchiuso in un cofanetto portfolio di 25 cm di lato, rivestito in elegante chantung di seta, una gioia per gli occhi allenati. Le carte di stampa spaziano dalla Fuji professional alle carte fine-art. A livello compositivo la fotografia composta per un quadrato segue regole peculiari.

Il formato rettangolare porta naturalmente ad individuare due, tre o piu’ centri su cui imperniare la composizione (regola dei terzi). Il quadrato invece ha un centro cosi’ individuabile da risultare quasi invadente.
Forse le foto quadrate più belle, come sostengono anche miei importanti colleghi, sono quelle con un centro vuoto, quasi in tensione.