Olympus O-MD, la Mirrorless?

Premesso che non amo le recensioni tecniche, ma quelle basate su una esperienza d’uso sul campo, mi appresto a scrivere in modo pratico di questo aggeggio per tirare foto, a cui mi sono avvicinato quasi casualmente un paio di mesi orsono. Ha già un paio d’anni e questo la fa considerare “anziana” nell’attuale panorama delle attrezzature fotografice, ma un fotografo è qualcuno che usa le fotocamere per un progetto o una idea di fotografia, e non per il feticismo del possesso. Avevo la necessità di una fotocamera trasportabile, che mi permettesse di scattare in silenzio in ambienti in cui la riservatezza è d’obbligo, (senza il rumore dello specchio sarebbe bastato…) e sufficientemente “turistica” da poterla puntare addosso senza stressare il malcapitato, essendo disponibile pure a sopportare qualche difetto ma con pochi compromessi sulla qualità e sul controllo.

Domenico Cammarano Photography

Mi son messo alla ricerca di una Fuji, la X-Pro1, “vecchia”, vecchissima anche lei, e mi sono imbattuto nell’annuncio di vendita di una Olympus O-MD E-M5 di cui mi aveva tanto ben parlato un mio amico e caro collega. Una delle mie incognite era rivolta al sensore 4/3 e il mirino elettronico.

Domenico Cammarano Photography

Una specie di follia , ma acquisto e mi decido a provarla sul campo. Style? Bella e pesante in relazione alle dimensioni, un chiaro redesign in chiave digitale della famosa OM-1 (OM-D dove D come Digital…) che ben conosce chi ha iniziato in pellicola. Ottimo poi il supporto per il pollice nel posteriore. Contro? Come per la vecchia OM-1 “lacci” pressochè inutilizzabili. Te le trovi tra le dita un poco ovunque scattando e la prima cosa da fare è rimuoverli. Poco male la fotocamera si tiene in una mano anche tutta la giornata. Accendiamo e ci rendiamo conto che a volte i “tastini” sono un poco piccini ma cadono bene e la sensazione dei comandi di tempi e diaframmi con il “click” è ottima (tra l’altro molto migliorati nella seconda versione attuale). Contro? Uno soltanto, la leva di accensione ricopia fedelmente quella di Canon 5D Mark II (anche qui Olympus ha ascoltato i fotografi e non la troviamo più nella recente versione). Il menu è alquanto farraginoso e vi confesso che per configurarla secondo le mie esigenze ho impiegato tre giorni buoni seguendo diversi tutorial e spulciando nel manuale in pdf reperibile nel sito della Olympus.
E finalmente iniziamo a guardare nel mirino. Per mia grande sorpresa, nonostante la mia reticenza e sebbene so che non sia il migliore in assoluto, ci si vede benissimo e non ci sono lag, a patto di non usare i filtrini di cui sinceramente non sentiamo il bisogno. Lo scatto è sufficientemente silenzioso, la messa a fuoco è velocissima (l’inseguimento non funziona, ma a me non serve) e possiamo scattare in live view toccando con un dito lo schermo inclinabile. Il controllo nel mirino elettronico è superlativo. Sappiamo come verrà la fotografia con tanto di sovra e sotto-esposizione già allo scatto (il tempo della pellicola qui vi sembrerà lontanissimo). Anche in manuale il controllo è velocissimo, nulla da dire. Veniamo ai files. Ho preferito scattare in raw e jpg (qua si parla di orf) al contrario delle mie abitudini e il motivo è presto detto. I jpg in camera sono finalmente vere fotografie, la gamma dinamica è incredibile per un sensore di questo formato e la resa colore e dei toni della pelle veramente naturale, per non parlare del bilanciamento del bianco.

I files sono utilizzabilissimi senza il minimo passaggio in camera chiara a patto di aver scattato bene, e Il software di Olympus fa un gran bel lavoro. Noto subito che i files sono anche troppo incisi e decido di abbassare lo sharpening fino a -2 e i contrasti a -1. Volete sapere del rumore, lo so.
Premetto che qui conta molto meno, a meno che non vogliate per forza congelare i movimenti alla luce di una candela. La stabilizzazione su 5 assi vantata da Olympus funziona davvero, e mi ha permesso di scattare fino a quasi un secondo di posa a mano libera. Incredibile. Fino a circa 1600 ISo, vi giuro, non trovo comunque differenze apprezzabili in stampa con le mie full frame. Anzi, per certi versi il rumore è più gradevole essendo costituito da un puntinato scuro molto più simile a quello della pellicola. Gli ISO nella mia fotografia sono decisamente secondari ma per la maggior parte di voi non sono un testimone attendibile. Obiettivi? Tanti, anche troppi.

Ci potete montare davvero di tutto con i relativi anelli adattatori ma nello specifico (in base ai miei progetti) mi sono dotato di un 14MM Lumix, con una focale effettiva di 28 MM, da classico reportage e di un incredibile, per il prezzo, 45MM Zuiko (focale effettiva 90MM). Una lente dalle prestazioni incredibili che mi ha fatto ricredere sulla possibilità di fare ritratti di qualità in micro 4/3.
Risultato finale? Mi muovo con una borsetta da città Fossil avendo due corpi macchina e tre focali fisse a disposizione, 28, 40 e 90MM.

Domenico Cammarano Photography
Domenico Cammarano Photography Domenico Cammarano Photography

Come al solito, rispondo a domande (non da forum) qui, o sulla mia pagina Facebook.