Les photolalies

Aprendo un cassetto quelli della mia generazione, in tutta probabilità avranno una sorpresa che li farà piangere o gioire, commuoversi oppure ridere in compagnia. Insomma vivono, hanno vissuto o vivranno delle forti emozioni. Indovinate cosa rende possibile questo miracolo. Ma una fotografia! Aggiungo, una fotografia stampata.

Fotografare per scomparire

Il cassetto dei ricordi ci accompagnerà probabilmente tutta la vita e aver fotografato per continuare a esistere, che è uno dei motivi che hanno reso la fotografia parte integrante della nostra società, è distate anni luce dall’attuale “mi fotografo” quindi sono. Della fotografia del ricordo, o dello sparire – vedremo perchè – ne ha fatto quasi una ossessiva ripetizione il poeta francese Denis Roche. 

Abbiamo avuto la fortuna di seguire il suo percorso nella mostra organizzata al Pavillon Populaire di Montpellier, dal curatore Gilles Mora.

L’autore sintetizza meravigliosamente in poche parole tutta la poesia del suo lavoro:

“J’écris pour être seul, je fais des photos pour disparaître”

Uno dei suoi cliché preferiti era quello di utilizzare frequentemente riflessi multipli in cui la sua presenza – o addirittura la sua assenza – si avvertiva nel sottofondo della immagine ed era più o meno esplicitata.

Percorrendo il mondo, dalle stanze di hotel alle rovine archeologiche durante le vacanze, dipinge la sua esistenza accanto alla sua modella preferita sua moglie Françoise Perrot – con una riflessione costante sul tempo che passa e la ripetizione, se così si può chiamare, amorosa. Ciò che il poeta chiamava appunto “photolalies”

L’ossessione della assenza

Per comprendere il suo pensiero è sufficiente osservare i suoi autoritratti. A volte li, a volte scompare come per magia. Si fotografa con sua moglie e un istante dopo lei è da sola. Tutto questo è in realtà una riflessione sulla presenza e sulla scomparsa, sottolineando il modo in cui egli viveva la fotografia, una presenza congelata ma già cancellata nell’atto stesso del fotografare.

Quanta poesia in un cassetto!

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