Esiste veramente la Street Photography?

Quando mi chiedo cos’è la Street Photography, uno dei primi nomi che torna alla mente è quello di Gary Winogrand. Ma è una domanda… sbagliatoa! Winogrand odiava definire la sua fotografia, sebbene oggi sia considerato dai più come uno dei padri del “movimento” della Street Photography. Di sicuro, lui, si rivolterebbe nella tomba! Gary, ha lasciato un numero enorme di fotografie della sua New York, in cui si aggirava assieme ai suoi amici fotografi, prendendo spunto da grandi fotografi documentaristi, tra tutti, Walker Evans, e Robert Frank. Documentaristi, documentaristi sociali. Ma allora,  veramente cos’è la street photography?

La fotografia di strada è il racconto della vita di tutti i giorni, più nelle sue debolezze e imperfezioni, come ci suggerisce in modo più sapiente di ciò che sembra al profano, anche la sua composizione fotografica, così avvezza all’inclinato più di tutti quelli che lo hanno precduto. Mi verrebbe di immaginare la un commento di Bresson a una sua fotografia pubblicata su qualche forum da neofiti…!
Dunque la Street Photography, termine coniato in modo utilitaristico e modaiolo altro non è che una cronaca fotogiornalistica della società. L’avvento della fotografia digitale, con le sue novità e possibilità espressive e il web 2.0 hanno portato alla deformazione quasi totale di questo concetto. Ciò che vediamo oggi ha perso quasi del tutto questa caratteristica, che ben pochi autori conosciuti e non – presenterò in alcuni post una mia selezione di nuove leve meritevoli ancora non assurte alla notorietà – ancora mostrano nel loro portfolio, una fotografia “di strada” a  valenza sociale e unicità stilistica.

Emulazione e likes

Ciò che vediamo troppo spesso, rinforzati ohimè anche da concorsini che includono la parola “culture” all’interno,  sono inutili cruciverba stilistici. Giochi fatti di accoppiamenti colore, esposizione per le luci, figure che esplodono dall’ombra, soggetti deformati immersi in un racconto senza trama, in una gara alla spersonalizzazione del soggetto. In questo quadro, il soggetto così spersonalizzato diviene un oggetto, a esclusivo compiacimento dello “streeter”, in una rincorsa infinita alla emulazione, alla ricerca del like.

La Street Photography, se è questa, non esiste.

 

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