I contrasti impossibili

IMG_0035 Quanti di voi vedono in giro, nel web o nei social, immagini (anche di professionisti) inquinate dalla risoluzione forzosa di impossibili contrasti? Contrasti che nessun occhio e nessuna vecchia pellicola, ma anche sensore potrebbe normalmente risolvere. Molti fotografi, e sopratutto molti nerd della fotografia, sostengono che sia proprio questo il valore aggiunto della nuova fotografia. Ne siamo proprio certi? Non ci sono magari altre plausibili motivazioni verso questa scelta?

Ritengo che la fotografia digitale possa essere affrontata in due modi. Partendo ancora da uno scatto sapiente, alla moda della pellicola, che ha le sue fondamenta in una solida composizione fotografica, e in una esposizione saggia, che rispecchi il desiderio di chi ha scattato la foto (qualunque mezzo digitale si utilizzi dico io). L’altro modo, che non chiamo più fotografia, è quello di partire da uno scatto, il più delle volte mediocre, per non dire pessimo, per giungere attraverso elucubrazioni virtuali a vere e proprie immagini Fantasy. In mezzo a queste due modalità, esistono tutta una serie di sfumature che non sto qui a indagare.

La spettacolarizzazione della immagine la fa da padrona ma, se da una parte le masse hanno sempre più bisogno (per pochezza culturale direi io) di essere stimolate con immagini shock, dall’altro chi dovrebbe provare ad educare, i fotografi, non fanno altro che favorire questa discesa, magari pur di vendere di più, in un momento di crisi così grave della fotografia.

Questo  immagine surrealistica vi chiedo, aggiunge più informazioni al momento ripreso? Dice di più?. Io non la penso così e vi assicuro che se vogliamo risalire la china della cultura social, e della invasione della immagine culturalmente depressa, in prima persona dobbiamo scendere in campo, anche voi, “wedding artists” dei miei stivali.