Coup de foudre

selfie Arriva un punto in cui due che si stanno cercando, alla fine si trovano. Non è stato così soltanto per mia moglie, Nathalie, ma anche qualcosa di così fuori moda come la cosiddetta fotografia analogica.
Da alcuni mesi a questa parte per scelta e per caso, mi son trovato tra le mani alcune fotocamere assai vintage, perfettamente funzionanti. E’ stato un vero colpo di fulmine, un feeling immediato, del suono e di forme, con quel clack meccanico e intimo che nessuna digitalina, potrà mai darti.

In quest’ultimo caso però, posso parlare di un amore ritrovato, visto che tanti anni mi iniziai alla fotografia proprio con le identiche emozioni, con tanto di camera oscura. Tutti i colpi di fulmine meritano comunque una accurata verifica! Fu così che con l’ultima arrivata in famiglia, arrivò il colpo di grazia, La Rolleiflex.
Le inimitabili stampe  poi, mi hanno convinto, a questo punto della mia vita fotografica, di essere di fronte a un bivio.

La Rolleiflex è un oggetto fotografico assai peculiare. Abituarsi alla sua inquadratura invertita non è semplicissimo, e non è nemmeno leggerissima, ma consente inquadrature inusuali e tempi di posa impensabili per qualunque apparecchio, reflex e a telemetro. E poi, c’è il leggendario taglio quadrato che a saperlo fare, consente una composizione semplice e priva di fronzoli. Cosa fareste voi? Accettareste il destino come la fede al dito, oppure lo contrastereste, rischiando di perdere il treno della felicità?