Do you want get married in Bretagne?

I’m happy to count among my partner, Stéphanie Autef and her agency LallaSam for organizing your events in Bretagne.

After many years working in the events throughout France (via Rothmans International France and the agency Florence Doré Paris), Stephanie Autef, the creator of the LallaSam agency satisfies her desire for discoveries becoming flight attendant for Air France.

This openness to the world allowed her to expand her passion for creating and decorating. She organizes many events in the private circle and decided to develop through training decorator (lines and training) but also wedding planner.So naturally she decided to professionalize creating the agency in March 2012, in order to serve customer knowledge gained from experience.

Through his many travels around the world, she developed her interpersonal skills but also the organization.Its network of partners is of course present in the UK, but it also extends to the world, the United States, through the Caribbean and Asia.It can thus provide completely different and original ideas and innovative benefits!

Always listening trends and new, available and involved, it will meet your needs with energy and sensitivity.

Mi sposo da sola…

Navigando mi sono imbattuto in un particolarissimo sito web, un cosiddetto “Market Place”, dedicato al mondo del matrimonio. Qualcosa di decisamente fuori dal comune! Senza dubbio non è un competitor dei blasonati portali del settore, ma nasce dalla umanistica idea di due sorelle Meri e Clo.

www.misposodasola.it – è una vetrina che rispecchia questo pazzo mondo moderno, bello – affascinate – veloce ma che conserva sempre il gusto per le cose fatte da se!!
Ed è proprio questo lo spirito che muove misposodasola.it,  una vetrina per chi si vuole organizzare il proprio matrimonio cercando in rete la miglior offerta per confezionare da se le bomboniere, cercare la location che farà da cornice al matrimonio, al battesimo. Cosa chiedono le deus ex machina di questo sito web agli inserzionisti? Un baratto! Si un baratto in cambio della “umanistica” visibilità. una idea di “risparmio” per operatori del settore e per chi si sposa. Chissà che non sia un precursore? Cosa ne dite sposine?

Wedding Moments

E’ disponibile da alcuni giorni una mia piccola pubblicazione. Un portfolio che è la sintesi del mio pensiero fotografico nell’ambito della fotografia di matrimonio. Wedding moments sintetizza i momenti salienti in cui ci troviamo immersi in una  giornata che celebra il rito dell’amore. Dai trepidanti preparativi della sposa, i momenti privati, alla cerimonia vera e propria, alla passeggiata, al ricevimento, spesso occasione di bellissimi ritratti candid.

Ho scelto soltanto alcune delle immagini, tra le tante, ma voglio ricordare, e ringraziare, tutti quelli che mi hanno fatto partecipe, scegliendo la mia fotografia del loro giorno più bello.

WEDDING MOMENTS | Domenico Cammarano | Arts & Photography
A wedding portfolio, Your wedding is real, not a movieset, May 2, 2013
http://www.blurb.com/b/4275959-wedding-moments

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Se preferisci il file pdf è disponibile alla URL: WEDDING MOMENTS

La poetica del quadrato

In questi tempi di digitale assistiamo a svariati tentativi di standardizzazione dei formati, spesso riusciti, a volte no.
E forse una situazione simile si verificava ai tempi, non così lontanissimi poi, della fotografia analogica. Con l’avvento delle fotocamere di nuova generazione il formato quadrato della inquadratura è praticamente scomparso. Anche il sottoscritto, che ha qualche anno sulle spalle, ricorda che il negativo 6×6 era il formato con cui i fotografi si avvicinavano al cosiddetto medio formato. Un formato che aveva un negativo decisamente piu’ grande del 35mm delle reflex e che consentiva una maggiore risoluzione e quindi stampe piu’ dettagliate. Quindi stampare un 6×6 ti faceva sentire un fotografo “vero”.

Per molti anni ho rimosso dalla mia mente, travolto dalla nuova era, la bellezza di quel formato. Ma ecco profilarsi all’orizzonte proprio un marchingegno tecnologico a ricordarmelo e a farmelo riassaporare: Instagram! Si proprio lui, la app infernale (si, ora i software dedicati alla telefonia si chiamano app… da application) che prima per iphone e poi per gli smartphone Android, ha mietuto milioni di cultori. Veri appassionati non solo del formato, ma anche di quelle pellicole sbiadite che spesso ritroviamo negli album dei nonni o dei nostri genitori, grazie ai filtri di cui è dotata la famosa app.

Fu così che decisi, non molto tempo fa, di assaporare anche professionalmente quelle sensazioni. Sto proponendo un bellissimo wedding reportage nel formato 15 x 15 cm, racchiuso in un cofanetto portfolio di 25 cm di lato, rivestito in elegante chantung di seta, una gioia per gli occhi allenati. Le carte di stampa spaziano dalla Fuji professional alle carte fine-art. A livello compositivo la fotografia composta per un quadrato segue regole peculiari.

Il formato rettangolare porta naturalmente ad individuare due, tre o piu’ centri su cui imperniare la composizione (regola dei terzi). Il quadrato invece ha un centro cosi’ individuabile da risultare quasi invadente.
Forse le foto quadrate più belle, come sostengono anche miei importanti colleghi, sono quelle con un centro vuoto, quasi in tensione.

Relatività e fotografia

Il concetto del tutto è relativo, ben si applica anche al racconto fotografico di un bellissimo giorno come quello del matrimonio. Spesso nel nostro belpaese la creatività e lo spirito innovativo di chi si cimenta nella bellissima arte della fotografia dell’amore, si scontra con una realtà piuttosto dura. I clichè del matrimonio nostrano conducono, nella maggior parte dei casi, a fotografare una realtà distorta a priori.  Diciamo la verità, allo stato attuale siamo il popolo delle apparenze; il giorno del matrimonio si trasforma troppo spesso in una incredibile recita, dove la coppia non veste i panni della propria individualità, ma quelli di chissà chi e del chissa dove. Un vestiario “ingombrante” fa pendant con automobili altrettanto improponibili. Location sempre più sfarzose scelte, in modo scientifico, a ore di auto dal luogo della cerimonia.

Chiese di campagna deturpate da addobbi improponibili, giornate scandite da rigorosi formalismi, senza spazio per l’imprevisto e per il gioco. Il tutto per condire la fiera dell’apparenza.

Sfoglio con nostalgia gli album dei nostri nonni e dei nostri genitori, che amo citare fotograficamente qua e là nei miei lavori. Ai tempi si fotografava l’amore, e ciò traspare non solamente dai tagli dell’epoca, ma dalle cose semplici che erano, e dovrebbero ancora essere, il sale della vita e della vita di coppia. Situazioni creative sono senza dubbio propedeutiche ad una fotografia creativa; all’estero sono meno ingessati di noi, diciamocelo, e forse più interpreti di loro stessi. La mia fotografia, considerata “strana” nel nostro paese, è bollata come “classica” all’estero. Si, tutto è relativo.

Stupitemi. Sto cercando una coppia di visionari che credano nell’amore e nella semplicità, che fa tanto chic, per offrire un reportage dal sapore internazionale, ma con uno sguardo al passato. Ve ne sarò riconoscente.