La mia Zorki 4K

Zorki 4K
Tempo addietro, la mia passione per la fotografia estemporanea e documentaristica, mi ha avvicinato a quella specie di tunnel spazio temporale che oggi son considerate queste fotocamere dai non addetti ai lavori, le fotocamere rangefinder. Quelle fotocamere dotate di telemetro per la messa a fuoco, in stile Leica Per capirci. La allocuzione tunnel spazio temporale potrete comprenderla appieno soltanto possendendone una e girando per le strade in sua compagnia. Quantomeno i più curiosi vi fermeranno per chiedere spiegazioni.

Prima di acquistare una Leica ho voluto dirigermi verso uno degli economicissimi modelli sovietici provenienti dalla nota fabbrica Fed, La zorki 4K, ultima rangefinder prodotta, se non erro, prima della stranota Reflex Zenith.
Zorki non è facile. Completamente manuale, completamente meccanica, nessun esposimetro e niente batterie per nulla e quindi, perfetta!
Se non si sa nulla di controlli manuali, basta iniziare con la vecchia e cara regola del 16, e iniziare a sperimentare. Lo stile di questa russa è molto personale. Anche nel “design”, se così vogliamo definirlo, non la trovo così vicina poi a una Leica e per quel che riguarda alcuni accorgimenti tecnici, forse è addirittura superiore. A iniziare dal telemetro, che pur se non paragonabile al Leica in limpidezza, è pur sempre dotato di un fattore ingrandimento 1.0. Gran vantaggio inoltre, poterlo allineare personalmente con gran facilità. Dove questo carro armato perde nettamente è in rumorosità e in una certa lentezza e macchinosità delle operazioni da eseguire per preparare lo scatto. A proposito, attenzione a non armare l’otturatore regolando i tempi di scatto prima di aver avanzato di fotogramma! Anche volendo utilizzare gli obiettivi russi, personalmente posseggo la copia 50 f/2 dello Zeiss Sonnar e l’incredibile 35MM Jupiter 12, ritengo che non si abbiano grandi perdite di qualità. Non ascoltate i bla bla dei Leicisti!
Beninteso adoro la mia Leica M6 TTl, ma avendoci il manico, i risultati possono essere del tutto comparabili.

La fotocamera si sente bene tra le mani e le persone si sentiranno irrimediabilmente attratte da essa, scambiandovi per una specie di Indiana Jones. Zorki 4 è una ballissima fotocamera e una ottima occasione di conversazione.

Come al solito se avete domande non esitate… e bon voyage!

Destination Wedding, Cerveteri

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Why not? Cerveteri is a beautiful medieval village a few kilometers from Rome, which has its roots in the Etruscan culture. It is situated on a hill close to the sea and to Bracciano Lake. In addition to my photography, my wife Nathalie and I will listen to your desires for your Italian wedding, and we will advise you about the locations available in the area and for the accommodation of your guests, which for your receipt.
These include the Castle of Ceri, Santa Severa and Santa Marinella Castle, La Vela Restaurant, Acqua delle Donne Restaurant and many others.
Nathalie also will create a custom staging simple and chic for your Banquet Room in a beautiful Italian-French style.

Scattastorie e cantastorie

Rue de la Fontaine

Rue de la Fontaine

Non me ne vogliano gli amici che dovessero sentirsi chiamati in causa, ma oggi attirare l’attenzione nel mondo fotografico, pieno zeppo di gente più o meno improvvisata, a quanto pare passa pure attraverso la fabbricazione di nomignoli quanto meno divertenti. In pratica la foto con le dita a cuore e i tramonti non bastano più. Basta fare una piccola ricerca sul web, la fabbrica prima è facebook (manco a dirlo), per reperire tutta una bibliografia in merito; Lo scattastorie (anche nota trasmissione tv), l’emotional photographer, il fermastorie, il racconta storie, lo scrivi attimi, il ruba attimi, e Dio solo sa quanti altri. Il frutto della moda vagheggiata dello story-telling, tendenza attuale caldissima tanto nella fotografia che nel mondo pubblicitario e del marketing in senso stretto. Ma aimè, raccontare una storia in una fotografia – o meglio in una serie di immagini – è tanto difficile, così complesso che spesso preferisco non scattare una fotografia perchè non la ritengo significativa. Un vizio fuori moda di chi ha iniziato con la pellicola. Forse “Fotografo”, non basta più.

001/365 “Le lecteur de voyage”

Le lecteur de Voyage

Dreaming of traveling while you are traveling. The journey of everyday life. The motivations of the shots of my project “Voyage” are inspired by feelings that I find in my memories. A beautiful trip to Naples and Pompeii, with my wife Nathalie, always dreamed and realized finally together after our wedding in September.

Hotel Bramante Todi

Una delle location in cui ho scattato un matrimonio che ricordo con piacere assoluto, è senza dubbio l’Hotel Bramante di Todi. A pochi passi dalla magnifica Chiesa di Santa Maria della Consolazione, ha una vista mozzafiato sulla vallata sottostante, in cui è incastonato senza minimamente ferirla. Un sapiente mix di bellezza, professionalità e alta cucina.

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La cucina e tutta la gestione, organizzazione della sala ristorante dell’Hotel Bramante di Todi è affidata allo chef Aldo Mosca, umbro di adozione ma di origine pugliese.

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Dopo essersi diplomato all’Istituto alberghiero di Bari, Aldo lascia la sua terra di origine per esperienze lavorative che lo porteranno a frequentare hotel e ristoranti in Italia, Sardegna, Madonna di Campiglio, Livigno, Sirmione e all’estero, Svizzera e Austria.

Personale gentilissimo e preparato, dalla professionalissima Elena Montori, che ci ha messo a nostro agio dal primo minuto, a tutto il personale di sala. Grazie e a presto!

What you put in the frame determines the photograph

Per l’ultimo giorno dell’anno, vi propongo una interessantissima intervista al maestro Meyerowitz, in questi tempi di HDR ed esercizi con i filtri ND… Un invito a iniziare il nuovo anno con un approccio fotografico rivolto a ciò che conta davvero.

“When you put the frame up to your eye, the world continues outside the frame. So what you put in and what you leave out are what determines the meaning or potential of your photograph. But you must continue to keep in mind that there’s plenty of stuff going on off-stage and [think about] what bearing the rest of the stuff off-stage have…”

“My interest is not in the singular thing but photographing the relationship between things.”

Joel Meyerowitz