Back to the base

Alcuni di voi saranno d’accordo con me – ciò che conta in una fotografia, nella Fotografia, è il messaggio e la sua composizione, come questo messaggio viene veicolato, e non il supporto con cui si fotografa. Questo è almeno, ciò che contava sicuramente fino all’avvento dei social, fino a quando cioè, oltre al delirio digitale, l’eccesso di democrazia, odiato anche da Socrate, e di democrazia fotografica in particolare, ha fatto si che chiunque potesse esprimersi a livello di immagine e spammarlo nel mondo. Anche chi non sa leggere lo ha fatto. Potrebbe mai scrivere un romanzo chi no sa leggere?

Domanda scontata con riposta altrettanto scontata, ma ciò sembra non valere per la fotografia. Anche chi non sa leggere una fotografia, chi non sa neppure le regole basilari della lingua, fotografa, quindi scrive. Ma del resto chi può insegnarglielo, se oggi si confonde l’atto dello scattare con quello del fotografare?

Quanta negatività! Eppure credetemi è un discorso in qualche modo portatore di positività assoluta positività. Diciamocelo in fotografia ci si è inventati tutto, e forse si è detto già tutto, ma senza un valore temporalmente universale. Cosa significa? 

Ciò che voglio dire è che invece di martellarci la testa volendo stupire a tutti i costi, volendo vivere delle microsoddisfazioni dei festival e delle copertine della pagine facebook, riportiamo al centro della fotografia il suo vero significato. Non c’è bisogno di inventare nuovi linguaggi, la fotografia 2.0, chiamiamola diversamente, non è fotografia! Quella è un’altra cosa e, prima o poi, se ne troverà un nome appropriato. Torniamo alla base, ai valori della fotografia in film, e se proprio non vi piace il film, torniamo a scattare poco, in modo ragionato – non siamo tutti Winogrand – e, sopratutto raccontando qualcosa, riconsegnando ai propri protagonisti la Fotografia, l’uomo e le relazioni con gli altri uomini e con le cose che lo circondano, vestendola con la scatola che merita, La composizione.

Che poi io sia tornato a scattare fotografia in film, questa é un’altra cosa.

Sic transit gloria mundi.

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